Sesto San Giovanni ribadisce il suo NO alla soppressione della ZTL

Il Comune di Sesto San Giovanni, tramite un comunicato stampa dell'Assessore alla Mobilità Edoardo Marini, conferma la propria posizione contraria alla soppressione della corsia preferenziale di via Sesto San Giovanni e via Porto Corsini, per il traffico proveniente da via Chiese.

Il Piano Urbano del Traffico del 2008 era critico sulla riapertura a doppio senso di via Chiese

In merito al comunicato stampa del consigliere Di Stefano relativo alla viabilità di via Chiese, l'Assessore alla mobilità Edoardo Marini precisa:

"Incuriosito dalle affermazioni del consigliere circa la condivisione nel Piano urbano del Traffico del Comune di Sesto San Giovanni del 2008 della riapertura del doppio senso di marcia di via Chiese, sono andato a rivedermi il Piano ed ho sì trovato un riferimento alla via di Milano, ma non nel senso inteso da Di Stefano.

Il PUT del 2008 conferma, anzi, le perplessità che l'Amministrazione sestese ha espresso in queste settimane a Milano, mettendo in evidenza - a proposito del collegamento di viale Edison, tramite via Chiese, con viale Fulvio Testi e viale Sarca – le "problematiche di forti componenti di attraversamento da valutare attentamente".

Detto in linguaggio più facilmente comprensibile, il Piano urbano del Traffico del 2008 metteva in evidenza il pericolo di tirarci in casa flussi di traffico altrui nonché le "reali difficoltà tecniche di realizzazione della connessione diretta tra viale Edison e via Chiese" che allora il Comune di Milano intendeva assicurare con un sottopasso.

La cosa non ci conforta, vista la decisione di questi giorni del Comune di Milano e le ricadute su Sesto San Giovanni, ma posso tranquillamente affermare che chi ha approvato il PUT nel 2008 ci aveva visto giusto.

Altra valutazione deve invece essere fatta per il declassamento di viale Italia, così come per il cosiddetto Ring Nord sul quale si dilunga il Piano Urbano del Traffico, a riguardo dei quali non abbiamo proferito verbo e che francamente poco centrano con il problema di via Chiese, per la quale faremo tutto il possibile per risolvere il problema creato dalla riapertura al doppio senso di marcia".

(rif. http://www.sestosg.net/pls/portal30/COMUNICATI.DYN_VISUALIZZA_COMUNICATI_CMS.show?p_arg_names=id&p_arg_values=2748)

Accogliamo con grande piacere questa ulteriore precisazione da parte del Comune di Sesto San Giovanni. 

Inoltre, per comprendere meglio la storia del progetto della Tangenzialina, è opportuno rileggere la proposta originale, contenuta all'interno del Piano della Mobilità del Comune di Milano redatto nel 2001 (PUM 2001).
A pag. 254 si può vedere che il progetto iniziale era molto diverso; si ipotizzava infatti la costruzione di un tunnel stradale che doveva partire da viale Edison e arrivare direttamente in via Chiese, passando sotto la metropolitana di viale Monza e la ferrovia di via Breda.
Nonostante il tunnel fosse ovviamente di improbabile realizzazione, la sola idea lasciava chiaramente intendere che quella era l'unica soluzione per sostenere il traffico creato da un collegamento est-ovest, in quanto il ponte di via Porto Corsini e via Fiume erano, e lo sono tutt'ora, classificabili come "strade locali di categoria F" secondo il Decreto Ministeriale emesso lo stesso anno (DM 2001) e quindi inadatte, a norma di legge, a sostenere il traffico di attraversamento.
       
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